12 Feb 2020

PHILOFOBIA: LA PAURA DI INNAMORARSI

PHILOFOBIA: LA PAURA DI INNAMORARSI

Ognuno di noi ha delle paure, ma non tutti le vivono con la stessa intensità! Le fobie sono paure irrazionali, estreme che possono concentrarsi su più focus diversi.  Quando si parla di fobia si entra nell’ambito del disagio psicologico, dove una minaccia aumenta di dimensioni e le reazioni sono incontrollabili. Una fobia può focalizzarsi potenzialmente su un qualunque oggetto anche la cui natura sia positiva.

Ma come si può aver paura dell’amore?

Si sa che le prime fasi dell’innamoramento sono quelle che più fanno battere il cuore e che rimangono nei nostri ricordi. Eppure, non tutti sono così aperti alla possibilità di amare. Alcuni, addirittura, soffrono della cosiddetta “philofobia”, ossia la fobia dell’innamoramento. Chi ne soffre ha paura di innamorarsi ed evita tutte quelle situazioni che possano causare lo sbocciare di un nuovo amore.

L’etimologia del termine philofobia, deriva da due parole greche: “philo” che significa amore e “fobia” che significa “paura”. La traduzione letterale è pertanto paura d’amore, e vuole significare la paura che può provare un soggetto, verso l’amore romantico o la creazione di legami emotivi in generale.

La philofobia, o filofobia, o philophobia, rientra nella classificazione delle fobie, poiché ne possiede le caratteristiche:

  • Paura eccessiva e persistente verso la situazione ritenuta minacciosa;
  • Davanti allo stimolo fobico, si presenta immediatamente l’ansia;
  • Il soggetto stesso riconosce la paura come irrazionale;
  • L’evitamento dello stimolo fobico diventa la strategia del soggetto per evitare la paura.

Non confondiamo la philofobia con una delusione d’amore. Sentirsi traditi o non corrisposti non è certamente un’esperienza piacevole, ma può portare all’evitamento dell’amore, non necessariamente alla paura dello stesso. La philofobia ha origini più profonde e spesso personali. Quali sono le cause? Come superare questa fobia?

Le Cause

Le persone che soffrono di philofobia non sono in grado di stabilire un coinvolgimento emotivo. La paura dell’amore può iniziare evitando il contatto ravvicinato con membri del sesso opposto, per poi trasformarsi in un’insensibilità nei confronti delle relazioni affettive, tale da evitare tutte le persone.

La philofobia può essere un disturbo fobico semplice oppure può fare parte di un quadro psicologico più ampio (cioè si manifesta in soggetti che soffrono di altre fobie e/o disturbi d’ansia).

Come accade per altri disturbi fobici, le cause esatte della philofobia non sono ancora state identificate. Tuttavia, esistono alcuni fattori che possono favorire la paura dell’amore:

  • Pregresse esperienze negative: una storia d’amore finita male, un divorzio, la separazione dei genitori, violenza domestica, l’abbandono.
  •  Pregiudizi culturali: esistono pregiudizi, credenze e convinzioni che inibiscono o addirittura proibiscono relazioni d’amore romantiche: basti pensare alle etnie in cui i matrimoni sono organizzati dalle famiglie. Certe relazioni d’amore sono vietate (come nel caso dell’omosessualità) o viste come “peccato” e, se le norme dettate dai preconcetti vengono violate, sono punite brutalmente. Ciò può causare frustrazione e senso di colpa in chi si innamora.
  • Depressione e disturbi d’ansia: coloro che soffrono di depressione sono particolarmente vulnerabili dal punto di vista emotivo, quindi sono predisposti a sviluppare dei meccanismi di difesa, isolandosi o evitando qualsiasi legame d’amore. La philofobia può presentarsi anche in persone con disturbi ossessivo-compulsivi, le quali, in particolare, non sono disposte a “perdere il controllo” ed a mostrare le proprie debolezze.

I Sintomi

La philofobia si delinea come un sentimento che nasce dalla paura di perdere il controllo di sé a causa delle proprie emozioni o del rivelare sé stessi.

A livello psicologico i sintomi della philofobia sono:

  • Ansia in presenza dello stimolo fobico;
  • Paura persistente dell’innamoramento,che include anche angoscia e nervosismo al pensiero di essere coinvolto in una relazione;
  • Difficoltà a rapportarsi con un possibile partner;
  • Isolamento dal mondo esterno e solitudine.

Questi sintomi si possono verificare sia all’inizio della storia, ma anche dopo qualche appuntamento, quando il soggetto capisce di stare entrando in una relazione d’amore.

Quando il soggetto si confronta con qualsiasi cosa associata all’amore ed al romanticismo, la philofobia può indurre anche una serie di segni fisiologici-somatici, tra cui:

  • Aumento del battito cardiaco;
  • Respirazione affannosa;
  • Senso di svenimento o vertigini;
  • Nausea;
  • Sensazione di “testa vuota” o di vivere in una situazione irreale;
  • Bocca secca;
  • Sudorazione eccessiva (specie alle mani);
  • Tremori;
  • Pianto;
  • Intorpidimento.

Questi sintomi sono tipici delle forme fobiche e sono una risposta del corpo che si “prepara alla fuga” perché la mente ha passato l’informazione di una situazione di pericolo.

Terapia e Rimedi

Le persone che sviluppano una philofobia persistente ed ingiustificata, spesso hanno bisogno di un supporto per essere in grado di impegnarsi in relazioni normali. A seconda della gravità del quadro clinico, la philofobia può essere affrontata in modo efficace con la combinazione di vari approcci terapeutici (psicoterapia, farmaci, desensibilizzazione sistemica, ipnosi ecc.). Questi interventi hanno l’obiettivo di indurre il paziente a razionalizzare la propria fobia, cercando di concentrarsi sulla possibilità di reagire ai pensieri ansiogeni e di affrontare le convinzioni negative associate all’idea di innamorarsi.

 

“Ci sono due forze motrici fondamentali: la paura e l’amore. Quando abbiamo paura, ci ritraiamo indietro dalla vita. Quando siamo innamorati, ci apriamo a tutto ciò che la vita ha da offrire con passione, entusiasmo, e l’accettazione” (John Lennon).

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