08 Lug 2020

La sindrome da burnout

La sindrome da burnout

Il burnout, parola di origine anglosassone che letteralmente significa esaurimento, crollo o surriscaldamento, è un disturbo che si caratterizza per un grave affaticamento fisico e mentale causato da una determinata situazione lavorativa. Lo stress del lavoro, infatti, può colpire duramente il benessere psico-fisico di alcuni lavoratori, diventando cronico. Le conseguenze colpiscono non solamente il lavoratore, che può sperimentare depressione, dolori muscolari o dipendenza da sostanze ma anche la produttività dell’impresa.

Lo stress provoca conseguenze a livello globale del funzionamento dell’organismo, ed è facilmente intuibile a quanti e quali livelli possa manifestarsi il burnout:

Livello Cognitivo/Emotivo: distacco emotivo, trascuratezza degli affetti e delle relazioni sociali, importanza eccessiva data al lavoro, demotivazione a lavoro, difficoltà di concentrazione, irritabilità e senso di colpa.

Livello Comportamentale: aggressività, abuso di alcool e sostanze, mancanza di iniziativa, assenteismo.

Livello Fisico: emicrania, sintomi respiratori, insonnia, inappetenza, disturbi intestinali, senso di debolezza.

Ma cosa causa il burnout?

Fra i principali fattori che possono provocare questa sindrome troviamo:

– orari di lavoro troppo lunghi;

– carico di lavoro eccessivo;

– lavoro monotono;

– scarsa autonomia lavorativa;

– salario basso;

– conflitti con i colleghi o con il datore di lavoro;

– contatto continuo con il pubblico;

– mobbing;

– livello elevato di responsabilità;

– aspettative professionali molto elevate;

– mancanza di opportunità di crescita professionale.

Sul piano clinico la sindrome presenta una lunga serie di segni e sintomi variamente associati tra di loro:

–  alta resistenza ad andare al lavoro ogni giorno;

–  sensazione di fallimento, rabbia, senso di colpa e scoraggiamento;

–  indifferenza, isolamento, senso di stanchezza, notevole affaticamento dopo il lavoro;

–  perdita di sentimenti positivi;

–  incapacità di concentrarsi;

–  sensazione di immobilismo;

–  problemi di insonnia, frequenti mal di testa e disturbi gastrointestinali;

–  conflitti coniugali e familiari, alto assenteismo…

Quali interventi sono previsti in caso di Burnout?

La risoluzione del burnout prevede un approccio sia a livello organizzativo, che a livello individuale. Per poter ridurre le cause della sindrome da burnout è essenziale eliminare alcune delle cause che dipendono dal posto di lavoro, ad esempio diminuendo il carico di lavoro o l’orario lavorativo. Purtroppo, non sempre è possibile cambiare le condizioni lavorative; quando non è possibile, quindi, è necessario puntare sul miglioramento della resilienza dell’individuo. In ogni caso, può essere estremamente utile staccare dal lavoro, cercando di eseguire attività nuove e piacevoli come esercizio fisico, ascoltare musica, leggere, viaggiare e cercare di mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato.

Burnout e prevenzione

Un intervento di prevenzione ha lo scopo di agire sulle strutture di un sistema per eliminarne le caratteristiche patogene o che comportano peggioramento nella qualità del lavoro e della vita. Le attuali consapevolezze riguardanti l’origine di tale sindrome orientano questo tipo di intervento a: informare i lavoratori sui rischi a cui li espone lo stress percepito negli ambienti lavorativi, rendere attivi servizi di prevenzione per fornire le competenze utili per prevenire e gestire lo stress. Attuando queste misure di prevenzione, cambiando gli stili di gestione del potere, i modi di incentivare ed il clima nell’ambiente di lavoro, il costo del lavoro diminuisce e la produttività aumenta.

Un’organizzazione che agisce a sostegno dell’impegno nel lavoro è un’organizzazione più forte, maggiormente in grado di rispondere alla sua clientela, di crescere in modi nuovi e stimolanti e di sviluppare idee o prodotti creativi.

 

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