27 Nov 2019

Lo Psicologo del Lavoro

Lo Psicologo del Lavoro

Dagli anni ’70-’80 ad oggi siamo passati dalla dimensione operativa e produttiva del lavoro alla necessità di migliorare la qualità della vita lavorativa. Allo stesso modo è nata l’esigenza di integrare le skills personali con l’obiettivo aziendale e favorire la crescita collettiva.

Il benessere psicologico nelle organizzazioni e la qualità degli ambienti di lavoro sono argomenti sempre più centrali nell’economia moderna e lo psicologo del lavoro svolge numerosi compiti proprio legati al raggiungimento del benessere psicologico nelle aziende utile sia ad aumentare il rendimento lavorativo sia a garantire che non subentrino problemi di derivazione psicosociale all’interno delle aziende.

Dato che la qualità dell’equilibrio psicofisico si ripercuote sull’ambiente di lavoro, fondamentale è l’intervento dello psicologo in azienda. La soddisfazione lavorativa del singolo è una buona base di partenza per comprenderne i comportamenti e in che modo sono correlati alla performance ma soprattutto al benessere dell’individuo.
La Psicologia del lavoro, delle organizzazioni e delle risorse umane fa riferimento alle relazioni tra persona, lavoro e contesti organizzativi con riguardo ai fattori personali, interpersonali, psicosociali e situazionali che intervengono nella costruzione delle condotte individuali e collettive.

I diversi compiti dello psicologo del lavoro e delle organizzazioni sono:

  • Formare e selezionare il personale, facendo coincidere necessità e qualità delle aziende e dei candidati nel miglior modo possibile;
  • Formare il personale ed analizzarne e svilupparne il potenziale;
  • Individuare i bisogni formativi del personale ed analizzare i contesti organizzativi e formativi;
  • Promuovere il benessere psicologico aziendale;
  • Progettare e mettere in atto interventi volti al miglioramento dell’organizzazione del personale;
  • Favorire dinamiche gruppali positive nel contesto aziendale.

Le competenze utili per diventare psicologo del lavoro sono:

  • Ascoltare attivamente e comprendere gli altri;
  • Possedere una buona capacità di espressione orale e scritta;
  • Saper gestire il tempo avendo un buon senso critico e capacità di problem solving;
  • Essere in grado di negoziare, istruire e favorire strategie di apprendimento efficaci;
  • Monitorare e valutare le prestazioni del personale o dell’organizzazione in generale;
  • Gestire le risorse umane, motivandole alla crescita.

La Psicologia del lavoro si connette sia con discipline psicologiche (ad esempio, Psicologia cognitiva, Psicologia sociale e dei gruppi, Psicometria, Ergonomia cognitiva, Psicologia della formazione, Psicologia dell’orientamento, Psicologia dinamica, ecc.) sia con altre discipline come le Scienze dell’organizzazione, le Scienze economiche e del management, la Medicina del lavoro, il Diritto del lavoro, ecc.. Nel loro lavoro, gli psicologi cooperano con altre figure professionali come manager, medici del lavoro, ingegneri, addetti alla gestione delle risorse umane, formatori, ecc..

Possiamo concludere che la presenza di una figura professionale come lo Psicologo che da supporto nell’ affrontare le difficoltà e funge da filtro con i vertici aziendali, è importante all’interno del proprio contesto di lavoro dato che è l’ambiente in cui passiamo più tempo durante l’arco della giornata. Dunque, il vantaggio di avere uno psicologo in azienda non è soltanto del singolo individuo e del suo equilibrio psicofisico ma di tutto il benessere aziendale.

 A tal proposito si è sentito parlare di una figura che in America si è già affermata e in Italia sta prendendo piede pian piano: il manager della felicità. Il suo scopo è quello di saper ascoltare, capire i bisogni dei dipendenti, fornire intervalli momentanei alla routine lavorativa.

Se la felicità inizia ad essere un trend possiamo sperare che il lavoro diventi per molti un posto felice.

 

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