20 Nov 2019

L’Outplacement

L’Outplacement

Oggi i lavoratori frequentemente si trovano a modificare le condizioni della loro occupazione. Talvolta la situazione induce a licenziare personale.

L’outplacement è l’attività di consulenza nell’ambito delle risorse umane  che si occupa di accompagnare le persone in uscita da un’azienda nella ricerca di nuove opportunità professionali. Il servizio di outplacement in Italia è regolato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali quale attività di supporto alla ricollocazione professionale. L’attività è effettuata dall’organizzazione committente (l’azienda presso cui la persona è assunta e dalla quale sta per essere licenziata o posta in cassa integrazione o in mobilità) ed è finalizzata alla ricollocazione di lavoratori nel mercato del lavoro. L’outplacement è un termine di derivazione inglese, importato dagli Stati Uniti dove è stato coniato intorno gli anni ’60. In Italia le principali società di outplacement sono rappresentate dall’AISO (Associazione Italiana Società di Outplacement).
Le attività di Outplacement, dunque, sono attività finalizzate a facilitare la rioccupazione nel mercato del lavoro di singoli o collettivi, attraverso la preparazione, l’accompagnamento e l’affiancamento durante il periodo di transizione. Le attività di supporto alla ricollocazione professionale si distinguono in due fasi:

  1. Autovalutazione: un’analisi delle caratteristiche personali, professionali e psicologiche del lavoratore, somministrando test, eseguendo un bilancio delle competenze, e motivando il soggetto a prendere coscienza della situazione che sta affrontando.
  2. Ricerca del lavoro perduto: si realizza attraverso canali diversificati come lo sviluppo di un network personale, la consultazione di siti, riviste, la pubblicazione di profili dei candidati sui siti dell’organizzazione che promuove la ricollocazione.

L’aspetto principale dei percorsi di ricollocamento è l’adesione attiva dell’interessato. Il ruolo delle agenzie di outplacement è di supporto alla flessibilità del mercato, e consiste nella valorizzazione dei candidati, focalizzandone le qualità e sottolineandone i punti di forza che rendono ogni lavoratore speciale e sul quale un’azienda può investire. Il rischio è che si possa spersonalizzare l’individuo, arrivando a trattarlo come un prodotto da vendere. Non è facile suscitare sentimenti positivi in una persona che ha appena subito una perdita ma deve passare un adeguato tempo, durante il quale chi ha subito un evento traumatico possa comprendere ciò che gli è accaduto, acquisire consapevolezza degli eventi e assimilare sentimenti ed emozioni.
L’outplacement offre l’opportunità di migliorarsi professionalmente, di sperimentare competenze nuove, di potenziare abilità latenti e rappresenta un’occasione di cambiamento della propria collocazione lavorativa. Il vissuto della persona può portare a sentimenti depressivi dovuto alla perdita di uno status sperimentato e rassicurante. Ci si sente falliti, con ansia per il futuro ed è per questo che sono necessarie forme di supporto e di accompagnamento che semplifichino il passaggio da un’azienda all’altra e da un contesto lavorativo a un altro nel modo meno traumatico possibile.

Un servizio di outplacement si esplicita in 4 fasi successive:

  1. Assessment (autodiagnosi/bilancio delle competenze)
  2. Preparazione degli strumenti di marketing (curriculum vitae, colloquio, lettera di marketing, ecc.)
  3. Ricerca attiva sul mercato
  4. Reinserimentooutplacement

Tipologie di Outplacement

  • Individuale: Si realizza attraverso 4 fasi precedute da un colloquio individuale dove il candidato si organizza con l’azienda e aderisce al programma di ricollocazione:
  1. Bilancio delle competenze: Prevede una stesura delle competenze del candidato. Quest’ultimo deve esprimere le competenze maturate nel corso del suo periodo lavorativo, i punti di forza e le aree di miglioramento. Da qui comincia anche, dal punto di vista psicologico, un percorso di ricostruzione dell’autostima. Il candidato viene invitato ad esplicitare tutte le esperienze passate e maturate. Questo lavoro tecnico viene affiancato da un lavoro emotivo sulla persona, per aiutarla nel momento del licenziamento, a non perdere la fiducia in se stessa e nelle proprie capacità e competenze.
  2. Profilo professionale e progetto professionale: Si mettono a punto le competenze maturate nel tempo dalla persona e le sue aspirazioni tenendo conto delle esigenze di mercato. Questi tre elementi servono per programmare un intervento formativo che colmi il gap tra le competenze della persona e quelle richieste per re-inserirsi nel mercato del lavoro.
  3. Coaching: È una strategia promozionale della persona, a partire dai propri curriculum vitae e lettera di presentazione. Con l’aiuto di un consulente si analizza il percorso professionale della persona e si definiscono i target di ricollocamento. Per la buona riuscita di questa fase il livello motivazionale e la percezione di benessere della persona devono essere elevati. Una volta completato il piano di marketing il consulente interviene sui difetti della persona che ne ostacolano il futuro. Il candidato può inoltre partecipare ad alcune simulazioni che lo mettono alla prova nel presentare correttamente il proprio percorso lavorativo, i successi raggiunti e ad affrontare nel miglior modo le criticità che possono essere sollevate dal selezionatore. La persona è ora pronta a “vendere se stessa”. Il coaching fa parte del percorso di outplacement soprattutto per quanto riguarda la fase iniziale in cui il candidato incontra ed instaura un rapporto con il proprio coach, questo rapporto dovrà facilitare le varie fasi per il candidato. Il coach andrà ad agire sul lato motivazionale del candidato, agendo sulle potenzialità. Si deve ben capire che il ruolo del coach non è quello di trovare un lavoro nuovo al candidato, ma di accompagnarlo all’interno di un percorso che lo metta nella condizione di capire le proprie esigenze e potenzialità da adattare al nuovo mercato del lavoro; dovrà quindi essere in grado di trasmettere al candidato la possibilità di capire i propri mezzi autonomamente oltre a come siano spendibili concretamente.
  4. Incontro con il mercato: La persona dopo aver fatto un lavoro su sé stessa cerca di re-inserirsi nel mercato attraverso alcuni strumenti che le vengono forniti e indicati dal consulente. Fra questi ricordiamo il network della società di outplacement che è una fonte importante di notizie che danno accesso ad opportunità di lavoro che alle fonti tradizionali sono sconosciute.

Un altro servizio importante erogato dall’outplacement è il counselling che è un supporto psicologico alla persona durante tutto il percorso di ricollocamento. Il consulente cerca di far emergere i sentimenti della persona licenziata, la rassicura sulla legittimità del senso di rabbia, lo invita a riflettere, lo sprona ad aver fiducia nel futuro e lo aiuta a rimanere sempre aggiornato.

L’Outplacement è un percorso che richiede un rapporto di estrema fiducia e collaborazione. Il consulente utilizza le proprie conoscenze e la propria professionalità per aiutare il disoccupato nel ricollocamento senza limiti di tempo e di mezzi. Il candidato, da parte sua, deve aderire al metodo proposto lavorando seriamente per trovare un’altra occupazione.

  • Collettivo: Si realizza attraverso 2 fasi:
  1. Fase di esaminazione: Viene esaminata la situazione aziendale da cui scaturisce la proposta di un progetto ad hoc inserito nell’accordo sindacale. La procedura necessita di un coinvolgimento attivo e immediato dell’azienda che ha richiesto l’intervento. Questa deve offrire un supporto alla decisione, un’analisi e comprensione della situazione vigente e all’individuazione di opzioni e messaggi da dare in accordo con il manager aziendale. Successivamente si presenta il progetto al management e alle organizzazioni sindacali e si procede poi con la presentazione del progetto ai candidati che verranno sottoposti a colloqui individuali.
  2. Fase di intervento: Consiste nella messa in atto del progetto, gli interventi sono sempre preceduti da azioni di tipo propedeutico: presentazione collettiva ai lavoratori dell’azienda con riorganizzazione e ridimensionamento degli obiettivi del progetto, raccolta delle adesioni, colloqui individuali con i lavoratori interessati a presenziare e frequentare il percorso per un approfondimento al fine di delineare motivazioni e aspettative, formazione dei gruppi.

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