15 Set 2021

Autoregolazione e controllo del comportamento nella gestione dei conflitti

Autoregolazione e controllo del comportamento nella gestione dei conflitti

Pensiero, ragionamento, attenzione, regolazione emotiva sono una serie di processi psicologici in grado di delineare l’autoregolazione, la quale permette al soggetto di controllare i propri comportamenti orientati allo scopo, al variare del tempo e dei cambiamenti di contesto. Questi processi includono attività di monitoraggio, autovalutazione e reazione interna. L’autoregolazione fa riferimento al controllo di se stessi, in modo tale da mantenere una coerenza tra il proprio self (identità) e alcuni standard di comportamento predefiniti. In un contesto lavorativo, come in altri contesti della vita quotidiana, gli individui sono attivamente impegnati nell’allocare le risorse scarse a disposizione e nel regolare l’azione. L’allocazione di risorse costituisce un processo che determina quanto tempo, energia cognitiva, attenzione, sforzo fisico, perseveranza vadano dedicati a diversi piani d’azione e progetti. La regolazione dell’azione fa riferimento all’attività interna attraverso la quale si determinano le condotte, si aumenta o si diminuisce lo sforzo. Tutti questi elementi fanno parte della teoria dell’azione, la quale considera il ruolo attivo delle persone nel loro rapporto con se stessi e con la realtà esterna nella gestione di un conflitto. L’autoregolazione interna ha come obiettivo quello di mantenere il controllo sulla realizzazione dei piani, mediando e negoziando per il conseguimento dello scopo stabilito; essa è un’importante risorsa che alimenta il comportamento motivato e positivo all’interno delle organizzazioni, sviluppando soddisfazione al lavoro.

Imparare a gestire i conflitti implica lo sviluppo della soddisfazione lavorativa, ovvero un atteggiamento favorevole verso il lavoro, caratterizzato, nella sua componente emotiva, da un generale appagamento, con emozioni piacevoli nei confronti del lavoro svolto e, nella sua componente cognitiva, esprime un giudizio positivo sul bilancio tra costi e ricavi dell’attività svolta. Tale concetto è considerato uno degli esiti lavorativi significativi e ricercati dal lavoratore e, contemporaneamente, un fattore in grado di influenzare molteplici condotte lavorative.