16 Nov 2022

JOB QUALITY E BENESSERE PSICOLOGICO: QUANDO NON LAVORARE è MEGLIO CHE AVERE UN BRUTTO LAVORO

JOB QUALITY E BENESSERE PSICOLOGICO: QUANDO NON LAVORARE è MEGLIO CHE AVERE UN BRUTTO LAVORO

Una domanda che spesso non affrontiamo con noi stessi è quella sul lavoro che rende (o meno) felici.
Occupiamo gran parte del nostro tempo impegnati nel lavoro non solo alla ricerca del giusto sostentamento economico ma per realizzarci come individui, capaci di apprendere competenze, di sviluppare relazioni e desiderosi di essere riconosciuti. E il lavoro è prezioso, appunto, perché può darci tutto questo, simultaneamente.
Visto così, quindi, avere un lavoro dovrebbe essere un buon affare per ciascuno di noi.
Ma è sempre vero?
Studi a riguardo dimostrano che ciò dipende dalla qualità del lavoro (job quality).

Cosa si intende per lavoro di qualità?
Un lavoro di qualità offre a un individuo l’opportunità di sostenere i costi della vita, di costruire la sicurezza che consente di pianificare il futuro e di considerarsi un membro prezioso di una comunità.
Non avere un lavoro, quindi, può influire negativamente sul benessere psicologico dell’individuo.
La disoccupazione, infatti, è associata a cattive condizioni di salute; tuttavia lavori di scarsa qualità che combinano diversi fattori di stress psicosociali potrebbero essere dannosi per la salute quanto la disoccupazione.

Lo studio di Charandola e Zhang
Un gruppo di ricercatori dell’università di Oxford ha condotto uno studio su adulti britannici che erano disoccupati nel biennio 2009-2010. Coloro che in seguito hanno trovato un buon lavoro hanno goduto di un miglioramento della salute mentale, mentre quelli che hanno trovato lavori stressanti, mal pagati o instabili non hanno subito alcun miglioramento, ma al contrario i loro indicatori fisici dello stress cronico erano più visibili che in chi era rimasto disoccupato.
Nello studio, che si proponeva di sfatare la credenza comune che l’essere disoccupati ha un impatto peggiore sulla salute mentale rispetto all’avere un lavoro stressante e di scarsa qualità, sono state valutate una serie di variabili come la retribuzione, la sicurezza, la soddisfazione e lo stress.

Quali conclusioni si possono trarre da questo studio?

Alla luce dei risultati dello studio, si può sostenere che le persone che hanno un lavoro mal retribuito, poco sicuro e insoddisfacente mostrano più segni di stress cronico rispetto ai loro coetanei che rimangono disoccupati.
Tarani Charandola, uno dei ricercatori, ha affermato: “Non consiglierei mai ad un disoccupato di non accettare un impiego, ma se ti accorgi che il tuo lavoro ti sta facendo ammalare, devi fare qualcosa al riguardo. Ciò non significa lasciare il lavoro, ma piuttosto informare il medico al riguardo, facendo conoscere ai dirigenti come il tuo lavoro ti sta disabilitando. I datori di lavoro hanno il dovere di tutelare la salute dei propri lavoratori.”